La casa dell’Ortigiana (Atto I)

07
mag

Quando, anni fa, cominciavo ad accarezzare l’idea di un ritorno alle origini, uno dei primi “film” che mi facevo era trasformare la casa in un B&B, l’avevo arredata fin nei minimi dettagli, ce l’avevo in testa. Poi la vita fa il suo corso, le situazioni cambiano e allora il film lo devi riadattare, posticipare un po’, lavorare sul soggetto, rivedere i contenuti ma il protagonista è sempre lui il B&B. Il  film è uscito, si intitola “La casa dell’Ortigiana”. È piaciuto e sta andando bene, considerando il periodo, adesso aspettiamo cosa dirà la critica.

Metafore a parte, anche questo passo è stato fatto. Ristrutturare la stanza con materiali di riuso e riciclo non è stato facile e non è stato facile soprattutto fare i conti con i tempi che questo ha comportato ma va bene così, fa parte del percorso. Dopo un mese e mezzo di casa cantiere, con polvere, pezzi di legno sparsi ovunque, vernici e molto altro, ora la casa è pronta per accogliere due ospiti in una stanza colorata e ristrutturata con metodi e prodotti naturali.

Il discorso dell’accoglienza e dello scambio è sempre stata una priorità, avevo soltanto bisogno di trovare il momento giusto, sistemare le cose e poi iniziare. Questa scelta ha comportato un grosso cambiamento anche nel mio modo di vivere la giornata ma soprattutto mi ha fatto capire che era giunto il momento di imparare una cosa che non fa parte del mio DNA: essere ordinata. Devo entrare nel concetto che in qualsiasi momento potrei avere ospiti e la casa deve essere sempre in condizioni di poterli accogliere. Un grande aiuto me lo sta dando un sito fantastico, che mi sta prendendo per mano e insegnando come fare. Il sito è MyFlyLady, perché io e la cura della casa siamo due cose opposte ma ho scoperto che con pazienza si può migliorare e lo consiglio a tutte le amiche e amici che hanno problemi con l’ordine e la casa.

Non sapevo nulla di come si gestisce un B&B ma ho avuto la fortuna di partecipare a un corso di formazione che mi ha illuminato e dato tante informazioni per una buona gestione del turismo e dell’accoglienza. Ho capito che la mia scelta di vivere in modo sostenibile potrebbe essere quel valore aggiunto che serve e che non esiste ancora dalle nostre parti.

L’ansia da prestazione si fa ancora sentire, nonostante ci siano stati ospiti che mi hanno fatto tanti complimenti sia per la casa e sia per come sto portando avanti il progetto, legato indissolubilmente anche all’orto e alle autoproduzioni. Ma è pur sempre una strada nuova e ogni strada nuova ha bisogno di essere conosciuta prima di camminarci con tranquillità.

Ora si tratta di entrare nel giro, proporre situazioni e contesti che fanno diventare lo scegliere di alloggiare qui qualcosa di particolare e unico: chi viene qui avrà la possibilità di capire che significa vivere in una casa dove tutto viene autoprodotto. È un pubblico di nicchia quello che capisce il valore aggiunto di queste scelte e ora la sfida sta nel trovare i canali giusti di promozione. Ci vorrà tempo ma sono ottimista e i primi segnali sono stati positivi. La casa è piaciuta, l’ambiente è caldo e accogliente e con l’avvicinarsi della bella stagione ci sarà la possibilità di godere degli spazi dell’orto giardino che sicuramente daranno una svolta positiva a tutto.

E questo è solo il primo step del progetto di accoglienza “La casa dell’Ortigiana”, se il tempo e le condizioni lo permetteranno spero davvero tanto che presto quello che all’inizio era solo un film diventi una storia vera e con un finale a sorpresa.

Vi aspetto tutti con gioia qui a “La casa dell’Ortigiana”, per rilassarvi, conoscere la natura, scambiarci esperienze e suggerimenti e permettermi ancora di crescere e maturare. Per continuare il cammino.

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