Attimi di sfogo

05
giu
Attimi di sfogo

Ci mancava solo il posto di blocco della stradale! Mi arrendo, non potrò più recuperare i dieci minuti di ritardo sulla mia tabella di marcia! Allo stesso tempo, mi convinco che non potrò far fronte a tutti gli impegni presi nell’ultima settimana: bandiere, video, post, buffet, recita, sfilata…  è lunga la lista delle cose che mi restano da fare nei prossimi tre giorni che vanno ad aggiungersi alle quattro ore di lavoro di questa settimana, ai pranzi, alle cene, al bucato, ai corsi pomeridiani dei bambini… Roba da Wonder Woman! Potrei cercare di recuperare un po’ di tempo nel corso della nottata ma sarà inevitabile, dopo lo stress degli ultimi giorni che la stanchezza prenda il sopravvento,  che la mente non connetta più, che le gambe non mi reggano in piedi. Verrà, allora, il momento di fermarsi!

Alzo il piede dall’acceleratore, rallento la mia corsa mentre il ritmo della musica che mi accompagna nei trenta chilometri che da casa portano al luogo del mio prossimo appuntamento, diventa sempre più lento. Cedo di fronte al trascorrere del tempo.

Dieci minuti di totale arrendevolezza seguiti, all’incalzare del ritmo della musica che adesso si fa sempre più veloce, dalla voglia di riprendere la mia corsa, decisa a far fronte a tutti i miei impegni, convinta di potercela fare e animata dalla necessità di riempire ogni istante della mia giornata al fine di evitare di dare spazio ad ogni minimo pensiero che possa far sentire il peso dell’inutilità del mio vivere quotidiano, di un vivere fatto di ripetuti gesti di cui nessuno sembra accorgersi, a cui nessuno riconosce il merito di contribuire al benessere generale di chi ne è destinatario. Così, nessun compenso, nessuna tutela e, nonostante il continuo richiamo al valore della famiglia, di pura propaganda clericale diretta più a inculcare nelle genti l’idea dell’importanza del matrimonio quale unico e solo fondamento della famiglia, che non a riconoscere i meriti a chi si accolla il peso della cura altrui, mai una parola spesa per chi in quell’ambito sacrifica il proprio tempo e le proprie ambizioni, anche a discapito del suo stesso equilibrio mentale.

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