Spegnete il mio cervello!

05
ott
Spegnete il mio cervello!

Sì, spegnete il mio cervello. È una frase che ho ripetuto spesso negli ultimi tempi, con annesse considerazioni relative al fatto che me ne sono andata da Roma per non stressarmi e non vorrei trovarmi nella stessa situazione qua.

Forse è un mio problema quello di non riuscire a stare ferma un secondo ma è anche vero che devo arrivare ad avere una stabilità economica che mi permetta di vivere decorosamente e questo ad oggi non accade.

Il b&b funziona, è stata una bella estate, ho conosciuto gente interessante con cui abbiamo condiviso tanto e devo dire che l’accoglienza fa parte di me, mi piace coccolare i miei ospiti, un po’ come faccio con gli amici ed è come coccolare me stessa. Ci siamo goduti spazi e panorami, mi sono sentita dire che in casa si respira energia positiva e relax e questo è un balsamo quando ti fai in quattro per cercare di stare dietro ai dettagli, quelli che fanno la differenza. Così com’è è perfetto ma non riesco a sopravviverci, devo lavorare per far sì che lo diventi e questo sarà possibile capirlo solo a Natale (ma di questo vi parlerò più avanti).

Le cose da fare sono tante e non sempre riesco a capire quali sono le priorità. Ho sbagliato in diverse situazioni, un po’ per la mia proverbiale testardaggine un po’ per non conoscenza. Ne sto facendo tesoro, cercando di tagliare rami secchi ma soprattutto da qui a dicembre devo lavorare per l’autonomia, se questo funziona giuro che spengo il cervello!

Però a Natale ci devo arrivare, quindi bisogna mettersi a cercare situazioni che mi permettano di avere un minimo di entrata fissa, il tempo per gestire il b&b e la parte di progetto che mi riguarda e il cervello non si spegne. Pare che in questi ultimi giorni un po’ di cose si stiano incastrando, chissà, forse hanno ragione gli astrologi che il delirio dei mesi scorsi è colpa di Saturno contro e ora che sta andando a mettere alla prova qualcun’altro e io vedo un po’ di luce, anche se questo comporta scartoffie da riempire progetti da scrivere, persiane da sistemare, stanze da ridipingere e tanto altro.

In tutto questo, per far fronte ai problemi economici oggi, alla veneranda età di 45 anni, mi sono avventurata nel lavoro a chiamata davanti a una catena di montaggio. Non è un lavoro facile, ci sono donne che da oltre 20 anni stanno lì a fare lo stesso gesto per otto ore al giorno, loro ci mandano avanti la famiglia e hanno uno stipendio sicuro. Io non ce la farei, lo sopporto perché non devo pensare ma solo eseguire, perché mi aiuta economicamente e perché so che è a termine.

Sono io che sbaglio o forse molto più semplicemente è così che è la vita per una donna sola che non riesce a stare ferma? La risposta non ce l’ho ancora ma di una cosa sono certa, se questa è la strada, se funziona (e lo scoprirò presto), il cervello lo spengo davvero. Per il resto le chiacchiere stanno a zero, nonostante gli errori, la fatica, i lavori a catena, le persiane da pulire a me questa vita da “ortigiana” piace, piace un sacco!

About the author: Patrizia