Che sarà mai una palpatina?

19
nov
Che sarà mai una palpatina?

Venerdì io e il mio compagno ci siamo presi una serata di libertà, dopo aver mollato i figli con una vicina mai conosciuta prima (tutte le babysitter di Dublino erano occupate!), siamo andati a una festa. Mentre eravamo fuori a fumarci una sigaretta, un ragazzo è passato e ha toccato il culo alla mia amica. Lei è rimasta spiazzata, pensava all’inizio fosse un gioco di uno di noi e quando ha realizzato, il tipo se n’era andato (confesso di aver pensato che sicuramente era italiano, facevo fatica a immaginare un irlandese in un gesto del genere ma forse mi sbaglio!).

Avete presente quella sensazione? Vorrei fare un sondaggio. Fate un breve calcolo. Quante volte vi è capitato? Difficile contarle?

Quando succede a me, io “sbrocco”, letteralmente. Ho una reazione violenta, non sarà la migliore ma è irrazionale. Mi è successo sull’autobus, in viaggio, in discoteca (dove una volta mi sono voltata e ho mollato un ceffone alla persona sbagliata…), per strada e a un matrimonio, dove è scoppiato il delirio e mi hanno dovuto tenere per evitare la rissa nella sala da ballo.

“Che sarà mai? Una palpatina?”, “È un gioco, non sei lusingata?”. Questo dicono gli uomini, della serie “Non la fare così tragica”. Ma noi donne conosciamo la sensazione anche se mi è difficile descriverla. La verità è che è una violazione al nostro corpo, un atto che è comunque sessuale, al quale non abbiamo acconsentito. E quella mano rimane lì come un impronta, ancora per qualche minuto, come una macchia sul vestito.

Ultimamente ho letto alcuni articoli su qual è il limite tra avance e molestia. Ho letto che l’approccio a parole non è una molestia. Dipende. Dipende da cosa ti dicono, dipende da come viene fatto, dipende dalla situazione (se sei in una strada poco trafficata, magari di sera, non è certo piacevole!).

Credo che forse non dovremmo stabilire a tavolino qual è il limite ma semplicemente non accettare in alcun modo tutto ciò che ci fa sentire minacciate, in pericolo, che ci fa sentire a disagio, in quanto donne.

Io non credo che tutto ciò faccia parte della “natura maschile” (come recita la spilla che porto sulla giacca “Sono femminista ma non odio gli uomini”, non posso pensare questo di loro) ma che sia ancora una volta un problema sociale e culturale. La palpata di culo non è che una piccola (ma non per questo accettabile) manifestazione di una cultura che ci disegna nei soliti ruoli ,“la donna disponibile” e l’“uomo cacciatore”, e che crea meccanismi sociali ben più complessi, gravi e penalizzanti soprattutto per le donne. Anche se a vergognarsi dovrebbero essere gli uomini.

About the author: Beatrice

  1. bizzi73 19 novembre 2014

    Come uomo non posso che essere d’accordo sull’impostazione generale del discorso e sulle motivazioni di fondo di questo post. Nulla da eccepire!
    Da uomo dico che bisogna essere artefici e testimoni presenti e costanti della parità di genere e del rispetto altrui, in ogni forma e situazione.
    Detto questo e sgombrato il campo da equivoci di sorta, vorrei aggiungere una nota personale e un suggerimento.
    La prima é legata ad un ricordo di un’esperienza simile che mi é accaduta da “giovane”, nei tempi in cui ero un ragazzo poco più che ventenne alla perenne ricerca delle attenzioni altrui e della mia dimensione fisica. Sapete quando non si é n’è carne ne pesce, quando si é incupì curi di se è di tutto, ma curiosi come scimmie. Quando si è alle prime armi e si guarda agli altri con una certa invidia, perché rappresentano ai nostri occhi tutto quello che vorremmo essere: belli, affascinanti, sicuri di se, riconosciuti, stimati … Insomma quando sia gli amici che le amiche ti riconoscono per quello che sei (nel bene e nel male).
    Beh per farla corta mi ricordo perfettamente la sensazione che provai quando all’interno di un gruppo di amici una ragazza da poco conosciuta mi tocco esplicitamente il culo! Rimasi sbalordito per il gesto “sfacciato”, nel senso di inusuale socialmente parlando, ma al tempo stesso gratificante!
    Fu gratificante perché lo presi come un complimento, gradito per giunta, perché non fatto con intento aggressivo n’è volgare. Certamente a sfondo sessuale o comunque una manifestazione di interesse.
    Sarà stata l’età e la condizione appena descritta (ero praticamente un alleprato!) che me la fece vivere e godere con una sensazione di leggerezza e di gratificazione, ma sono sicuro del fatto che a suscitare questa mia reazione fu senz’altro la “leggerezza” del “tocco” femminile, del savoir fair. Era stato certamente un gesto inusuale e inatteso.
    Insomma c’è modo e modo di osare nel gesto! La considerazione successiva in fine é che, al netto delle situazioni di violenza e di sopraffazione, si può anche osare nell’accettarlo quel gesto, sempre che si configuri come un apprezzamento esplicito, schietto e sincero, simpatico e leggero. Insomma quello che può capitare ad una ragazza o un ragazzo che sono a giro il venerdì o il sabato sera a divertirsi!

  2. Beatrice 20 novembre 2014

    Grazie bizzi73 per il tuo commento e per aver condiviso la tua esperienza! Come sempre ci sono situazioni e situazioni e il gesto di una persona conosciuta con cui magari c’è un interesse reciproco è sicuramente diverso dal gesto rubato per strada o sull’autobus da uno sconosciuto. a presto!