Donne e felicità

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Donne e felicità

Le donne con figli sono più felici delle donne senza figli solo nei paesi più sviluppati, cioè in quei paesi in cui c’è una maggiore partecipazione femminile alla vita politica nonché laddove esistono politiche di conciliazione tra famiglia e lavoro. Gli uomini con figli sono più felici di quelli senza figli indipendentemente da dove vivono. Sono i dati della ricerca SWELLFER “Benessere e fecondità” finanziata dal Consiglio europeo della ricerca.

Faccio due più due e, risultati alla mano, ti tiro fuori la soluzione a tutti i nostri problemi… perchè se felicità è benessere, rendere più felici gli italiani aumenterebbe il benessere e dunque la ricchezza della nostra nazione…

Allora dovremmo dire basta all’infinita disputa sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso. La felicità varrà ben più di un pugno di voti cattolici! Che si dia l’ok a condizione che i contraenti siano entrambi maschi e disposti ad adottare. Vietate ovviamente quelle tra femmine, ma poco importa: noialtre i diritti li conquistiamo sempre con un tantino di ritardo… E via con l’abolizione delle quote rosa o azzurre che siano. Che il senato si tinga completamente di rosa: libereremo finalmente i nostri maschi da questo fardello. Che se ne occupino le donne! Tanto, a che cosa potrà più servire?! In compenso avremo madri più felici, perché di botto la percentuale delle donne in Parlamento salirà notevolmente. E in clima di spending review magari potremmo provare a sostituire gli stipendi con rimborsi per prestazioni volontarie. Nessun problema siamo abituate ad essere sottopagate!…

Che sia la strada giusta in direzione della felicità degli italiani e in particolare delle madri? Forse, se i problemi fossero solo la difficoltà nel districarsi tra lavoro e famiglia e la scarsa partecipazione femminile alla vita politica.

Esiste però un’altra Italia. È quella in cui vivo, dove l’infelicità delle madri ha poco  a che fare con la mancanza di politiche di conciliazione tra lavoro e famiglia, dove disoccupazione, precariato, lavoro sottopagato e a nero riguardano madri e non. Dove esiste un universo tutto femminile mai ricompreso nel tessuto produttivo del Paese. Taciuto e nascosto e pur attivo. Mamme, zie, sorelle…  all’occorrenza sostituite da amiche e vicine sopperiscono egregiamente alla mancanza di strutture pubbliche atte a sostenere la genitorialità e non solo.
Se più o meno felici delle altre donne europee non saprei dirlo, di certo meno serene se avessero il tempo di fermarsi a pensare al proprio futuro…

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