Ancora una analisi sulle donne: cosa ci porta?

17
mar
Ancora una analisi sulle donne: cosa ci porta?

A poco più di una settimana dalla Giornata Internazionale della Donna, mi soffermo forse sull’ennesimo mucchio di raccomandazioni su come aumentare il ruolo della donna nella parte di società che conta, forse, per la maggiorparte di noi. Lo faccio chiedendomi come vengono pensati i dati alla base di queste analisi.

Questa volta è l’Organizzazione per la Coorperazione e lo Sviluppo economico (motto “Better policies for better lives”) a regalarci un report lanciato in una conferenza, che si è tenuta l’8 marzo scorso a Parigi e che voleva parlare di come aumentare l’accesso alla leadership per le donne.

E’ interessante analizzare e circostanziare come il tema è stato approcciato dallo studio.

* La leadership è sostanzialmente definita come opportunità di carriera politica o pubblica e di carriera nel top management aziendale.

*Si parla di obiettivi di parità ed equilibrio tra donne e uomini in questi due ambiti, o meglio della disfunzionalità della mancanza di questi elementi.

* Si fa riferimento a molte e propositive raccomandazioni su possibili meccanismi, investimenti e modelli organizzativi da mettere in atto al fine di aumentare la presenza attiva delle donne ai livelli alti di gestione, per i due ambiti del settore pubblico/politico e di quello aziendale.

Sorvolando ora sulla evolutezza o meno di vedere la scalata a posizioni di top management in politica o in azienda come l’obiettivo finale, femminile o maschile che sia, è chiaro che il focus di un organismo come l’OCSE è quello di perseguire modelli di gestione che portino in primis sviluppo economico.

Questo è confermato all’interno dell’intero documento dal fatto che, in mezzo a una buona quantità di riflessioni e suggerimenti ampiamente qualitativi e generici, si scenda maggiormente nel concreto dei numeri con un dato: quello dell’importo di mancata ricchezza a livello globale a causa della scarsa presenza di donne in posizioni decisionali.

Il report riprende una ricerca del McKinsey Global Institute che quantifica in 12.000 miliardi il potenziale aumento di ricchezza che si creerebbe nell’anno 2025 se ogni Paese progredisse verso la parità di genere alla velocità cui lo stanno facendo i Paesi migliori da questo punto di vista.

Mi lasciano sempre tra l’incuriosito e il perplesso i vari livelli di elaborazione, confronto e aggregazione cui ti costringono i numeri per poter fare delle valutazioni comparabili tra Paese e Paese e complete sebbene incentrate su pochi semplici indicatori. Insomma, ho sempre un po’ l’impressione che ci si stia perdendo qualcosa di importante nel tentativo di lasciare di stucco con la pubblicazione di un unico numero che toglie il fiato.

Il report fa poi un tentativo lodevole, sebbene sempre teorico, di aggiungere a raccomandazioni di tipo regolamentare (“quote rosa”, “quote blu”), altre maggiormente comportamentali o di conciliazione tra tempi della vita e tempi del lavoro.

Il documento fa riferimento per questo ad una pubblicazione dell’International Labour Organization che affronta quelli che sono ritenuti i maggiori ostacoli per l’accesso e la gestione di ruolo di leadership da parte di una donna.

Ho notato, infine, con interesse la presenza, sempre tra le raccomandazioni, della necessità di formare, creare una cultura organizzativa, sensibilizzare i soggetti di una organizzazione rispetto all’inclusione, alla parità, ai positivi modelli di ruolo apicale femminile.

Insomma, stiamo davvero ammettendo di averne bisogno, come società, come singoli e anche a livello di costrutti teoriche.

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