Menopausa: un altro stereotipo

02
mar
Menopausa: un altro stereotipo

“Ci hanno condizionato affinché l’amore costituisca una debolezza e non una forza”.

Il libro di Gioconda Belli “L’intenso calore della luna” mi ha fatto riflettere su un periodo della vita di una donna a cui non avevo mai davvero pensato (forse per l’età… mi ostino ad averne 35!): la menopausa.

Nel libro Emma decide, nel momento della menopausa e spinta da una serie di congiunture astrali e accadimenti concatenati, a rivoluzionare completamente la sua vita, a scegliere l’amore e la passione. Dalla paura d’invecchiare al fiorire di una nuova femminilità.

C’è un colloquio centrale tra Emma e la sua ginecologa su questo tema, nel quale la scrittrice affida alla dottoressa femminista il compito di spiegare il suo pensiero.

Una trappola come tante altre che abbiamo dovuto affrontare lungo la strada… la menopausa ci trasforma in esseri asessuati, invisibili e quasi inutili”. La trappola è semplice da spiegare. Nella nostra società il valore che ci viene attribuito, il nostro ruolo in questa commedia è la maternità, la fertilità. Anche la nostra sessualità è legata a questo ambito e per tanto, in assenza del desiderio recondito (parecchio!) di procreare, nasce il mito del calo del desiderio per le donne in menopausa. E forse anche quello degli uomini d’inseminarci.

E mentre l’impotenza non è riuscita a intaccare l’identità virile del maschio, sdoganata dal marketing del viagra, come viene rappresentata e raccontata nelle pubblicità la donna in menopausa?

Ho cercato delle statistiche sulla sessualità delle donne in questo periodo della vita e vengono fuori prima chili di articoli di siti o riviste frivole “per donne”. Ma cercando meglio, quello che sono riuscita a capire è che non esistono dati certi che dimostrino la connessione tra menopausa e calo della libido. Certo gli sbalzi ormonali, la secchezza vaginale e le caldane del periodo iniziale (che colpiscono molte donne ma non tutte) forse non sono ciò che di più eccitante abbiamo vissuto nella nostra vita ma anche per questo per fortuna ci sono dei rimedi.

Alcuni studi hanno scoperto invece che moltissime donne conoscono un nuovo slancio e un nuovo piacere sessuale.

Secondo la ginecologa del libro, “è come se la Natura fosse consapevole che negli anni della fertilità non ci apparteniamo e perciò ci concedesse più tempo per conquistare la pienezza”. Un tempo per noi stesse, come singoli individui.

Ma del resto, la donna senza mestruazioni “che donna è”?

Mi sono ricordata di un episodio. Il mio primo figlio aveva due anni e non lo allattavo più da uno ma continuavo a prendere la pillola per l’allattamento per pigrizia e perché uno degli effetti collaterali era l’assenza del ciclo. Non avevo nessuna voglia di rimettermi un assorbente ma il fatto che viviamo più a lungo per le mestruazioni (mito o verità scientifica non so dirvi ma mi piace!) mi sono detta che forse era l’ora di cambiarla.

Il dottore mi ha detto che non era necessario. Ha fatto un sorriso di sufficienza e segnandomi una nuova pillola ha detto “Fai come vuoi. Certo che senza ciclo vi sembra proprio di non essere donne!”.

Mi arrabbiai sul momento ma forse in parte aveva ragione. Il problema è che, come al solito, non c’è nulla di biologico o naturale in questo. C’è un condizionamento sociale e culturale che disegna i confini dei nostri ruoli e che noi stesse abbiamo efficacemente introiettato ma che dobbiamo imparare a rifiutare.

Al momento, se penso alla menopausa ho solo paura del tempo che passa (fuck!) troppo veloce. Ma quello per fortuna passa sia per le donne che per gli uomini.

 

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