Ci metto del tempo a giungere a una convinzione,  ma a quel punto la testa dura mi rende arduo cambiare idea. Sostanzialmente, ahimè, non mollo mai.

Marianna, 36 anni, vengo da un paese della pianura friulana di poche anime: ho sempre raccontato con orgoglio di averlo lasciato e di non sentire radici in nessun posto, e forse ho legami in tutti quelli da cui sono passata.

In pratica, sono dipendente dalla libertà e faccio davvero fatica a sentire un’appartenenza. Due facce della stessa medaglia che possono provocare emozioni anche molto contrastanti.

Nella vita sono donna, mamma, lavoratrice, amica, sportiva, figlia, spettatrice, sorella, e tento senza grossi risultati di sentirmi parte di una società civile. Tra poco sarò zia! Mio marito mi ricorda qui accanto che sarei anche moglie..

Ascolto, ascolto, ascolto, ascolto, parlo poco inizialmente e solo in presenza di certezze.

Alle volte penso anche troppo in positivo, ma realtà e concretezza non mi accompagnano!

Mi occupo di numeri e mi piace pensare che siano una certa interessante chiave di lettura delle cose, ma solo questo. Applico questa lente al sociale, è quello che mi piace fare oggi e penso vorrò fare domani. Mediamente nel lavoro mi sento assolutamente lontana dal risultato, ma non desisto e nel mentre, pensando di fare comunque cosa giusta, mi metto a disposizione con quello che so.