Sono Roberta, sono nata in un piccolo paese al confine fra Toscana e Umbria e forse questo particolare geografico ha segnato la mia esistenza e la mia inquietudine. Infatti mi piacciono i luoghi  defilati, dove si respira la pancia della gente e posso riconoscere gli odori delle stagioni, ma ho sempre voglia di scappare da qualche parte. Il confine, poi, è qualcosa che porto dentro. E’ l’idea di potersi spostare un po’ più in là, di andare oltre con la mia capacità di esplorare e di capire  Ho abitato a Firenze, Milano e ora sono tornata nella amata-odiata provincia italiana. Ho un marito, due figli sotto i tre anni che sono il mio punto fermo, le radici che mi servono per dare equilibrio al caos di una vita che spesso ha preso direzioni impreviste rispetto ai punti di partenza, ma che è quella che mi sono costruita. E alla fine mi somiglia.

Ho una formazione umanistica, una passione per i libri che è diventata un lavoro, anche se molte volte agli scrittori in carne e ossa ho preferito i miei studenti. Sarà che, come scriveva Hegel, “Nessuno è grande per il suo cameriere” o, più semplicemente, i sedicenni sono ancora autentici e a me, in definitiva, piace stare in trincea e avere  le mani sporche.

Sono incostante. Spesso ho vissuto di miti. Con gli anni ho imparato a essere indulgente, a concedermi il lusso della frivolezza, a levare più che aggiungere, a non sentirmi in colpa se sono felice. Alla fine non ho combinato un granché. Per fortuna.

  1. Patrizia 9 aprile 2013

    Ciao Roberta, che bello leggerti! :)